Sembra ieri

E invece era il lontano luglio del 2015, quando il governatore della Sicilia, tal Rosario Crocetta, si autosospendeva dopo la divulgazione di una telefonata di chiaro stampo mafioso.

La sua difesa consistette (brutto, ma corretto) nel vagheggiare sul non aver sentito l'interlocutore che diceva «deve essere fatta fuori come il padre», riferito a Lucia Borsellino, figlia del giudice Borsellino.

In quella occasione, quando le maglie di Facebook erano più larghe e forse il buco di gayburp era più stretto, mi fu permesso di scrivere un commento, vagamente allusivo, alle prestazioni messe a rimborso spese dall'allora governatore. Ebbene a distanza di quasi 3 anni (minchia, tre anni! cit.) il sig. Algoritmo, ho deciso di chiamarlo così, ha ritrovato quel commento e sono stato bloccato di nuovo per 30 giorni. A nulla è valso il mio chiedere perdono alle misteriose e poliedriche entità del Centro Assistenza, evidenziando la virtuosità del mio recente comportamento ed assicurando la mia completa rieducazione al sistema e la mia devozione ai Divini Standard. Cagato zero.

Vabbè, è quaresima, mi posso dedicare di più a quello che è Giusto, ma alcune cose mi spiacciono: non poter gioire con voi sui social per il suicidio politico di Matteo, allibirmi (si anche questo è brutto, ma resta comunque corretto) per la sindrome di Zelig di Maria Elena, gasarmi per la scomparsa quasi totale delle sinistre dalla geografia politica italiana. L'altra notte c'erano da mettere così tante bandierine blu e gialle che se ci fosse stato Fede avrebbe finito col dover far la punta anche ai cottonfiocc.

Si certo il M5S (o l'M5S? … ah quanto rimpiango il periodo storico dei vari DC, PCI, PRI, PSDI, PLI, PPI eccetera) ha fatto man bassa al sud, ma ha comunque spazzato via il PD. E pare anche che la legge Fiano abbia finito per essere una buona legge, che nel periodo tra la sua promulgazione e la stampa sulla Gazzetta Ufficiale è riuscita a fare "repulisti dei fassisti".

Intanto mi ritrovo al confine, mio malgrado, con la roccaforte di Renzi, non del PD, ma di Renzi. Ci pensate, io mi guardo intorno e uno su due è una persona che crede che Renzi sia ancora uno da far eleggere in Senato. Vabbè, mi sopporteranno, d'altronde la minoranza sono io. E che minoranza! Io faccio del gruppo di pochi che ha messo la croce sulla Croce.

Come ormai tutti sanno sono un elettore, solo un elettore, del PdF e devo ammettere che quando ho visto che nel mio comune si era superato l'uno percento, mi ero rincuorato, immaginando di essere nella peggiore zona di pesca per i candidati di questo partito (popolo sì, ma partito, basta con questa moda di chiamarsi in modo diverso da quello che l'eterogenesi dei fini porta a vedere) e che quindi un obiettivo tra l'uno ed il due potesse essere davvero realizzabile.

Invece è stato raggiunto lo 0,7%. 

Non so dire se sia un buon risultato, posso dire che a me sembra al di sotto di quello che mi aspettavo, decisamente al di sotto, ma questo non significa che la delusione per una personale impressione vada ad intaccare la mia speranza che il messaggio portato da questo piccolo neurotrasmettitore non possa comunque diffondersi in futuro e attivare sempre più membra.

Quello che mi sembra lampante è che da quando ha iniziato a risaltare e a far pensare che sarebbe potuto essere fonte di deriva di voti necessari alle maggioranze, sui programmi dei partiti hanno iniziato a spuntare le parole "emergenza demografica", "Famiglia", "Figli", "Quoziente Familiare" con evidenti ampi stralci, non dico ricalcati, ma quantomeno ispirati a vari punti del programma del PdF. Eppure sono decenni che le associazioni Familiari ne chiedono conto, ci voleva lo spauracchio dell'interventismo politico per farli smuovere davvero? 

Questo, unito al pressing incessante e parallelo, spesso in diretto contrasto con lo stesso PdF, fatto dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli con chiunque, nel panorama politico, si dimostrasse sensibile a certi temi, deve essere riuscito a stimolare qualcosa che alla fine potrebbe essere una buona cosa.

In pratica, ho come l'impressione (mia e soltanto mia, di amico di tutti e di legato con nessuno) che alla fine il lavoro sia stato comunque di squadra. L'incessante grido di aiuto, lanciato prima che il coltello sia calato su di noi, il martellamento mediatico, le sentinelle, i bus della libertà (forse i Family Day erano troppo lontani dalle elezioni per spaventare davvero), il PdF che mette nero su bianco un programma con tutto quello che serve ad accontentare un pro-life, un pizzico di paura della dispersione dei voti … et-voilà: ecco che appare Giorgia Meloni al presepe (che in due minuti riesce a non nominare Gesù), a Salvini spunta in mano un rosario (farò peccato, ma mi domando se sa come si usa) e Berlusconi abbassa lo sguardo di fronte al seno nudo di una femen (o forse stava guardando se c'era ancora qualche reazione bassoventrale).

Quello che conta è che il paese ha dato una brusca, bruschissima sterzata. Se il Monti (governo), la Fornero (legge) ed il PD (censura) non avessero affamato l'Italia e gli italiani, svendendoci ad una Europa ormai votata al suicidio sociale, guidata da una elìte radicale e massonica, aggravando le condizioni economiche di un sud sempre in affanno e ora letteralmente alla fame, non avremmo avuto l'inconveniente 5 stelle, ma anche loro, come tutti i partiti che raggiungono numeri a due cifre in una nottata, smetteranno di dire vaccate come quella dei poliamori e prima o poi i voti di protesta che hanno preso svaniranno come neve al sole (il calo dei consensi proprio dove sono appena entrati a governare è sintomatico), per rientrare nelle file di chi, magari stavolta, governa bene.

Adesso è il momento di continuare a battere questo ferro, continuando ognuno a fare il suo lavoro, il Comitato con i parlamentari inseriti, il PdF con l'incessante campagna di pubblicizzazione e noi con le nostre vite e i nostri talenti.

E chiunque goda nel vedere l'altro sconfitto, la smetta e inviti il fratello a rialzarsi, chiunque veda nell'altro un traditore lo abbracci e ricominci a camminare con lui perché la strada da fare è infinita.

P.S. Chiedo scusa a tutte le persone che, nonostante il mio stile [ironia] sempre pacato e rispettoso, [ironia] ho offeso in questi giorni.

 

Filippo Fiani Written by:

2 Comments

  1. 7 marzo 2018
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    Solo una domanda: se dici che bisogna aiutare il fratello, perché giudichi Salvini e il suo rosario? Perché dubiti che lo sappia usare? In fondo cosa sappiamo di lui… magari si sta convertendo, che motivi abbiamo noi di dubitarne? Anzi, noi dovremmo pregare affinchè avvenga! Noi cristiani siamo chiamati a pregare per tutti i fratelli… persino per la Bonino, Renzi e chi più ne ha più ne metta… anche se ci vuole un bel fegato, sucuramente! 😉

    • Filippo
      7 marzo 2018
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      Premesso che io personalmente è difficile che possa aiutare Salvini nel suo percorso di conversione, credo che la mia sia più una critica che un giudizio. E’ fin troppo evidente la differenza tra una Coversione con la C maiuscola, di persone come Caludia Koll o Jim Caviesel, silenziosa e di testimonianza, rispetto alle conversioni con la c minuscola di facciata e di propaganda.
      Spero con tutto il cuore che Salvini il rosario lo sappia usare e soprattutto che lo usi, perché solo così potrà essere illuminato nelle scelte per la ripresa valoriale per la quale Pillon sta spendendo la sua vita in quel partito.
      Sul resto hai ragione, soprattutto sul fatto che ci voglia un bel fegato 😀

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