Eugenetica sì, ma di sinistra

Ad un mese esatto dalla notizia che un’altra colonna portante della legge 40 sulla fecondazione artificiale è stata smantellata, ecco il primo centro pubblico pronto a fornire il nuovo e moderno servizio di assistenza.

L’11 novembre, la corte costituzionale ha abbattuto il divieto di diagnosi preimpianto sancita nell’art.13; l’11 dicembre al convengo regionale organizzato a Cortona sulla “diagnosi genetica preimpianto e la fecondazione eterologa” è stato annunciato che l’ospedale Santa Margherita alla Fratta di Cortona si è dotato, a tempo di record per una struttura pubblica, delle tecnologie e dei protocolli necessari ad eseguire sugli embrioni gli stessi controlli che si eseguono sul materiale genetico recuperato dall’amniocentesi.

In questo modo è possibile individuare, tra gli embrioni prodotti per la coppia che chiede un figlio, quelli affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità dettati dalla legge 194. Grazie a questa selezione sarà quindi possibile scegliere di impiantare solo embrioni sani, allo scopo di evitare il rischio che la coppia ricorra all’aborto terapeutico, dopo l’amniocentesi, una volta avviata la gravidanza.

Questo è solo l’ultimo passo di un cammino avviato appena la legge 40 fu approvata, da associazioni come la Luca Coscioni, contrarie alle limitazioni sulla procreazioni assistita. Limitazioni che avrebbero discriminato ceti diversi e avrebbero operato un distinguo tra i ricchi, capaci di farsi genitori all’estero, e i poveri, costretti a rimanere infertili in Italia.

In poco più di 10 anni quasi 40 sentenze sono state emesse per giudicare inadeguata, ingiusta e incostituzionale questa legge, nonostante che essa avesse superato la prova del referendum abrogativo. Infatti l’unico strumento per abbatterla era distorcere il potere giudiziario, piegato alla volontà di una regia neoliberalista, che a colpi di sentenze conniventi e pretenziose si è sostituito al potere legislativo del parlamento.

Da gennaio 2016 a Cortona sarà possibile compiere un vero e proprio atto di eugenetica sui propri figli – tu sì, sei buono; tu no, sei cattivo – grazie all’intervento professionale e distaccato di un esperto che valuterà i risultati delle diagnosi preimpianto fornendo figli sani, robusti e scartando quelli già malati, quelli che porterebbero con sé sia i propri difetti, sia il bagaglio genetico difettato dei genitori.

All’atto pratico non è che sia cambiato poi tanto in termini di lesa dignità umana, già adesso gli embrioni vengono prodotti in soprannumero e quelli non utilizzati vivranno in un limbo criogenico per un tempo indeterminato, in balia di eventi ancora indefiniti, di incidenti o di azioni di malaffare. E molto spesso le persone che utilizzano queste tecniche non esitano di fronte ad una gravidanza a rischio, di fronte ad un figlio che nascerà probabilmente malato, ad interrompere la gestazione per ripartire con un embrione “di scorta”.

Quindi dove sta il nuovo problema? Il nuovo problema sta nell’introduzione di un soggetto, terzo alla coppia, che applica il suo insindacabile pollice recto o pollice verso ufficialmente in nome della scienza e del bene del nascituro. Se fino ad oggi non veniva fatta una scelta, ma una vera e propria roulette russa per scegliere chi doveva crescere o rimanere congelato e se fino ad oggi la madre era l’unica responsabile della scelta di una eventuale interruzione di gravidanza, adesso il boia scientifico si frappone tra l’inseminazione e l’impianto ed epura le malattie, gli errori, i brutti e i cattivi.

Tutto questo ovviamente è solo un altro piccolo aumento della temperatura dell’acqua nella quale la nostra rana morirà felicemente bollita, al ricordo di come si stava bene quando l’acqua era tiepida. La non applicazione della prima parte della legge 194, che prevedrebbe di mettere in campo tutti gli sforzi sociali necessari per rimuovere ogni possibile ostacolo affinché la madre possa portare avanti la gravidanza, ha progressivamente trasformato l’aborto in una gomma per cancellare; qualunque sia “l’errore” a cui si vuole porre rimedio.

A questo punto, visto che la gravità delle conseguenze psicologiche e fisiche, per chi abortisce, resta intatta nel tempo, nonostante che la decisione venga fatta passare per un semplice atto burocratico, legittimo oltre che lecito, perché non alleviare la donna di questo peso? La domanda che si pone la scienza in questo frangente è: se posso scartare gli embrioni indesiderati prima che una donna si trovi costretta a scartare un feto, è meglio? La risposta logicamente è sì.

Non sembra interessare a nessuno la disumanità del delegare la scelta di chi sarà il bambino che deve nascere ad un medico di cui non conosciamo le intenzioni, le motivazioni, la capacità professionale né il profilo psicologico. Eppure tutti rabbrividiscono a sentir nominale il dottor Mengele, le sterilizzazioni forzate degli ebrei, dei malati mentali, l’omicidio di chi era considerato Lebenunwertes Leben, “vita di nessun valore”.

Il punto di congiunzione tra le diagnosi preimpianto e il dottor Mengele sta nelle motivazioni per cui oggi, a 70 anni suonati dalla scoperta dei folli piani di Hitler, siamo arrivati a fare la stessa cosa, tutelati dalle leggi, spinti dalla società, sostenuti dallo stato: i soldi.

In uno spezzone del celebre film “La vita è bella” di Benigni, viene fatto riferimento ad un problema posto ai bambini tedeschi delle elementari:

Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno. Uno storpio 4,50, un epilettico 3,50. Visto che la quota media è di 4 marchi al giorno e i ricoverati sono 300.000, quanto si risparmierebbe complessivamente se questi individui venissero eliminati?

Bella era la vita in effetti ai tempi in cui ci si rendeva immediatamente conto di quale fosse l’aberrazione in un testo del genere. Oggi invece abbiamo nazioni come la Danimarca, che al pari della Germania nazista, proclamano fieramente i loro intenti di epurazione della loro “razza” da ceppi di malattie come la trisomia 21 e nazioni come la Francia che non credono sia il caso di mandare in onda troppe facce di bimbi down. Sconveniente per la politica abortista in questi ambiti.

Ma come mai queste cose arrivano in modo che noi non ce ne accorgiamo? La risposta ce la dà la presidente della commissione sanità del senato Emilia De Biase che ha espressamente dichiarato: “C’è ancora molto da fare per garantire a donne e uomini il diritto alla procreazione. La sanità pubblica ha il dovere di offrire servizi di qualità in tutta Italia e non solo in alcune regioni che hanno una sanità di maggiore efficienza come sono Toscana, Emilia, Veneto e Lombardia. Ma spetta proprio a queste regioni anche essere punto di riferimento e di sperimentazione e trainare in tutto il Paese anche un cambiamento culturale.”

In poche parole la politica italiana vede il figlio come un diritto ad ogni costo, anzi al costo del ticket sanitario, e spinge per una ri-educazione della popolazione a questa visione distorta di uomo e di stato, per cui lo stato deve diventare il garante della realizzazione di ogni desiderio o vogliolina del cittadino.

Una razza pura, uno stato che si prende cura di ogni aspetto della nostra esistenza, al quale dobbiamo tutto, a partire dalla nostra vita. Una società che fornisce l’unico pensiero a cui tutti dobbiamo aderire e al quale tutti dobbiamo fedeltà. Una classe dirigente che non si sente rappresentante ma guida ed educatrice di un popolo ignorante e pecora che non può certo sapere cosa è meglio per lui. Un sistema educativo che si sostituisce alla famiglia e rieduca chi non la pensa “correttamente”.

Se non è nazismo questo.

Pensiero Profondo Written by:

Pensiero Profondo è un calcolatore gigantesco programmato da una razza di esseri superintelligenti e pandimensionali per trovare "la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto". Dopo sette milioni e mezzo di anni di elaborazioni, Pensiero Profondo fornisce la Risposta alla Domanda fondamentale. La risposta è 42, argomentando come segue: "42", in realtà, è una risposta buona quanto un'altra. Il vero problema è: qual è la Domanda fondamentale? Nessuno, infatti, si è preso la briga di fare al megacomputer la Domanda giusta...

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